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A leggere i numeri
sulla povertà, si scopre che in Italia diventare madri non è proprio un
grande affare. Infatti, spesso si diventa mamme, e nel contempo povere,
o escluse dalla carriera. E questo è il destino di molte, troppe donne
in Italia.
Nel nostro Paese il
15,4% delle coppie con un bambino sotto i 18 anni, vive in povertà.
Il che significa, per esempio, che il 16,3% delle mamme in coppia con
figlio piccolo paga in ritardo almeno una delle bollette di casa, mentre
il 10,3% non riesce a sostenere regolarmente le spese scolastiche dei
propri bambini.
A documentare tale
realtà, con molti dati e confronti fra Paesi, due dossier presentati a
Roma da Save the Children in occasione della Festa della mamma
del 9 Maggio: l'11esimo rapporto su "Lo Stato delle Madri nel Mondo"
e il nuovo Rapporto Fondazione Cittalia-Anci Ricerche, su "Le
condizioni di povertà tra le madri in Italia.
"Il nostro Paese
presenta numeri in generale buoni rispetto ad alcuni singoli parametri,
come il rischio di mortalità materna, il tasso di mortalità infantile (4
su 1000 nati vivi), o i tassi di iscrizione alla scuola secondaria
(100%)", spiega Francesco Aureli, responsabile Policy e Advocacy per
l'Italia di Save the Children. "Se però spostiamo lo sguardo sulle
condizioni sociali delle donne e dei bambini, scopriamo che un numero
non insignificante di questi non vive per niente bene e che è in ripresa
la povertà fra le madri".
Secondo il nuovo
Rapporto, sono 4,2 milioni le donne povere nel nostro Paese.
1.678.000 sono madri e circa 1 milione di esse ha almeno un figlio
minorenne: l'86,3% vive in coppia, il 7,5% è sola, il 6,2% in famiglie
allargate.
Prendendo in esame il
totale delle famiglie in povertà, che è pari all'11,3% delle famiglie
italiane, l'incidenza della povertà in un nucleo costituito da una donna
in coppia con un figlio piccolo è superiore alla media di 4 punti
percentuali, attestandosi al 15,4%. Percentuale che sale al 16,5% in
presenza di 2 figli, di cui almeno uno minorenne, e al 26,1% se i figli
sono almeno 3, di cui almeno uno minore.
Nonostante la
situazione italiana debba essere migliorata al più presto, il nostro
Paese è appena diciassettesimo (su 160) nella classifica del rapporto
benessere-infantile nel mondo.
Nel mondo sono 50 milionile donne che partoriscono senza assistenza e 350.000 quelle che
perdono la vita per la gravidanza o il parto. L’Afganistan, dietro a
Niger e Yemen, è all’ultimo posto nel rapporto sul benessere-materno
infantile, mentre la solita Norvegia si trova al primo posto.
Quindi in molti
Paesi, afferma Save the Children, la maternità diventa una sfida
alla sopravvivenza sia per le donne che per gli stessi bambini, cosa
inconcepibile nel XXI secolo.
Marco
Fasolino
6 Maggio
2010
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