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La placenta: meraviglioso
tramite tra la vita del feto e quella della mamma!
Sono domande che scaturiscono da un certo ragionamento.
In effetti nell’utero c’è un bimbo che si muove, dà calci e soprattutto
cresce. Certo da qualche parte gli devono pur arrivare delle materie
prime. E l’ossigeno? E allora cerchiamo di fare chiarezza e di dare
risposta a queste giuste domande.
All’inizio della gravidanza, subito dopo il concepimento,
non ci sono che poche cellule che si nutrono dai liquidi circostanti,
non diversamente dagli organismi unicellulari. E lo stesso è per
l’ossigeno, che è fondamentale per il nostro metabolismo energetico. Man
mano che il prodotto del concepimento cresce, questa modalità di
nutrimento e di ossigenazione diventa insufficiente, perché non
riuscirebbe a raggiungere le cellule più interne e servirebbe solo le
cellule più esterne. Si sviluppa quindi una circolazione di fluidi e più
precisamente di sangue, con dei vasi e una piccola pompa che mette in
circolazione questo magico liquido.
La circolazione ha il compito di portare a tutti i
tessuti periferici sostanze nutritizie e ossigeno, mentre preleva le
sostanze di rifiuto e l’anidride carbonica, che in qualche modo dovrà
eliminare. Nel caso nostro, ciò avviene col sistema cardiocircolatorio,
formato da cuore, arterie e vene. Ci sono poi degli organi ben
collegati a questo sistema che garantiscono l’approvvigionamento delle
sostanze nutritizie, l’eliminazione di quelle di rifiuto,
l’ossigenazione e l’eliminazione dell’anidride carbonica. Abbiamo
l’apparato digerente che fornisce acqua e sostanze nutritizie e i reni
che favoriscono l’eliminazione dei prodotti di rifiuto, funzione svolta
anche da altri organi come il fegato, l’intestino e la pelle.
Per l’ossigenazione provvedono i polmoni con la
respirazione e in piccola parte anche la pelle. Il feto è dotato di
tutti questi organi molto precocemente durante il suo sviluppo, primo
fra tutti l’apparato cardiocircolatorio. Infatti qualcuno mi chiede: “è
vero che il cuore è la prima cosa che si forma?” In effetti senza cuore
non va avanti più niente, anche se io preferisco pensare ad un tutto
armonico che si va formando fin dall’inizio, in cui è presente anche il
cuore.
Pur avendo quindi ben presto tutti gli organi necessari
per queste funzioni, nutrimento e respirazione, il feto è rinchiuso in
un involucro, immerso nel liquido, senza aria, e circondato da vari
strati di membrane e tessuto. Come fa allora? Ed ecco che magicamente
interviene la placenta, che forse, a voler fare per forza una
classifica di questa “maratona”, si forma ancor prima del cuore.
La placenta è un organo a forma di grossa focaccia, ben
collegato al sistema cardiocircolatorio del feto da un lato e dall’altro
ben adeso alla parete dell’utero della mamma, come la radice di un
albero. Essa appartiene al bimbo, anche geneticamente, è un organo vero
e proprio collegato con due arterie e una vena.
Le due arterie ombelicali, dette arterie perché portano
il sangue pompato dal cuore verso la placenta, trasportano in realtà
sangue venoso, in quanto scarsamente ossigenato e ricco di anidride
carbonica. E lo trasportano nella placenta dove attraverso un complicato
sistema di villi e ramificazioni varie, giunge molto vicino al sangue
materno, senza mescolarsi con esso. Qui attraverso sottilissime membrane
permeabili avviene il magico scambio col sangue della mamma
dell’ossigeno e dell’anidride carbonica.
L’ossigeno lascia il sangue materno, in cui è più
concentrato, e va nel sangue fetale che ne è poverissimo. Il contrario
succede per l’anidride carbonica. Analogamente avviene per le sostanze
nutritizie, glicidi, lipidi e aminoacidi e piccoli peptidi, che lasciano
il sangue della mamma e si riversano nel sangue fetale. Il contrario per
le sostanze di rifiuto come l’urea, che normalmente noi eliminiamo con
le urine e che il feto elimina attraverso il sangue della mamma. Questo
scambio non avviene solo per osmosi, cioè per differenza delle
concentrazioni fra i due versanti, ma avvengono pure dei veri e propri
meccanismi di trasporto attivo o facilitato, anche piuttosto selettivo
Infatti si parla di barriera placentare, che si opporrebbe al passaggio
di alcune sostanze tossiche e/o di alcuni germi.
Il sangue che lascia la placenta, torna al feto in
un’unica vena ombelicale, che al contrario di prima, benché vena, perché
torna verso il cuore, conduce sangue arterioso.
Insomma, la placenta è un organo davvero meraviglioso, il
tramite tra la vita del feto e quella della mamma, attraverso cui passa
di tutto, ma anche il fumo di sigaretta, l’alcool e le droghe. Ecco
perché insistiamo su di una corretta igiene della gravidanza, una
corretta alimentazione e di osservare taluni accorgimenti.
Gran parte delle complicanze ostetriche, fra cui ricordo
il difetto di accrescimento del feto, la gestosi, la sofferenza fetale,
avvengono per un deficit della placenta. Mentre un bel feto sano, di
giusto peso, ben ossigenato e non intossicato dal fumo di sigaretta,
deve il suo benessere ad una placenta di buone dimensioni, ben
funzionante e con un’adeguata circolazione da ambo i lati, materno e
placentare.
Insomma, vi dirò, che quando dopo un parto, avviene il
secondamento, e cioè l’espulsione della placenta, viene quasi di
commuoversi nel vederla buttar via così senza un meritato ringraziamento.
Buona placenta a tutte!
Ginecologo in
Napoli
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