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Quali sono i
benefici e i danni della "tintarella"? Perché assistiamo in
questi anni al "boom" dell’abbronzatura, per cui vediamo in
ogni stagione dell’anno persone con abbronzature da Maldive e assistiamo
al fiorire di istituti di bellezza con vari tipi di lampade in grado di
fornire in poco tempo abbronzature spettacolari? Da un punto di vista
della etologia umana (scienza che studia il comportamento dell’uomo),
l’abbronzatura potrebbe servire a comunicare agli altri la propria
situazione di agio e benessere, come i
bei vestiti.
L’osservazione è
quella che quando la massa della popolazione lavorava all’aperto, avere
la carnagione bianca era un segno di distinzione e di agio sociale.
Adesso
che quasi tutti lavorano al chiuso, avviene il contrario, per cui avere la
carnagione abbronzata esprime possibilità di stare all’aperto, di fare
vacanze, di avere del tempo libero a disposizione.
Ma i raggi del sole
determinano anche dei danni in tutti, ma soprattutto nei bambini
piccoli,
in quanto hanno difese della pelle ancora imperfette poiché l'epidermide
(la parte superficiale della pelle) del bimbo è molto più sottile di
quella di un adulto. Lo stesso vale per il suo strato più esterno, quindi
la pelle è molto più penetrabile dai raggi solari.
È ormai noto che
l’eccessiva esposizione al sole, soprattutto nelle persone con pelli
sensibili (carnagione chiara) è uno dei maggiori fattori di
invecchiamento della pelle e che i raggi ultravioletti sono responsabili
dell’aumento dei tumori della pelle.
Infatti,
l’incidenza dei tumori della pelle è proporzionale all’esposizione al
sole. La diffusione di un tipo di tumore della pelle, l’epitelioma
basocellulare, è altissima, circa 1 su 1000, fortunatamente è un tumore
circoscritto da cui si può ottenere la guarigione. Un altro tipo di
tumore, il melanoma, è invece maligno e in rapido aumento. Si stima che,
in Italia (dati dell’Italian Skin Cancer Foundation) si
manifestano circa 5000 casi all’anno, e le segnalazioni aumentano ogni
anno. Anche in questo tipo di tumore è stata dimostrata la relazione tra
insorgenza del tumore ed eccessiva esposizione solare. Non solo ma è
stato anche notato che è particolarmente dannosa (cioè è più
frequentemente associata all’insorgenza di melanoma) è l’eccessiva
esposizione al sole, con ustione solare, nei primi anni di vita fino alla
adolescenza.
Il sole però ha
anche azioni utili
Il primo beneficio
è rappresentato dalla prevenzione del rachitismo. L’esposizione
ai raggi ultravioletti ne previene infatti l’insorgenza. Altri effetti
benefici ipotizzati che richiedono per ora studi più approfonditi sono
rappresentati da una azione anticancro. Già nel 1980 era stata
osservata una significativa correlazione positiva tra esposizione ai raggi
del sole e riduzione del cancro del colon. Analoghe segnalazioni sono
state fatte per il cancro al seno e alla prostata. Tali effetti di
protezione sarebbero dovuti all’effetto protettivo della vitamina D che
viene sintetizzata dal nostro organismo esposto all’effetto del sole.
Quindi come fare per ottenere benefici annullando o
limitando i danni? Innanzitutto con comportamenti "giudiziosi"
quali esposizione graduale, evitare le ore dalle 11 alle 16:30,
utilizzando abiti adeguati e creme protettive.
Ce n'è davvero per tutti i
gusti: in latte o in crema, in gel o in lozione spray. I solari sotto
forma di olio hanno per lo più fattori di protezione molto bassi e sono
quindi sconsigliati ai bambini, che hanno la pelle chiara e delicata. Sì
al latte, particolarmente adatto al corpo in quanto più facile da
stendere. Le formule in gel hanno un immediato effetto refrigerante e
assorbono rapidamente. Per questo rappresentano la scelta ideale se il
bimbo non sopporta solari che richiedono un massaggio prolungato. Le
emulsioni-spray hanno una consistenza acquosa: donano quindi sollievo alla
pelle accaldata, ma evaporano rapidamente e non garantiscono, quindi la
protezione migliore. Sono perfetti, invece, i solari in crema, che danno
vita ad un vero e proprio schermo protettivo, sia per il viso che per il
corpo.
Quale fattore di protezione? Maggiore è il numero di riferimento,
più elevata è la protezione offerta dal cosmetico. Anche un filtro molto
elevato, tuttavia, non impedisce alla pelle di scurirsi. Ci si abbronza
anche con uno schermo totale, ci si abbronza più gradualmente e in modo
meno intenso ma al termine della vacanza l’abbronzatura risulterà più
uniforme e duratura. Per i bambini e per le persone con carnagione chiara
è meglio scegliere solari con fattore di protezione molto elevato. A
seconda delle caratteristiche della pelle si possono distinguere sei tipi
differenti, detti fototipi. Occorre sottolineare che queste suddivisioni
valgono solo per gli adulti e per i bambini più grandicelli. I
piccolissimi hanno caratteristiche cutanee diverse e la loro pelle è
estremamente delicata e sensibile. Anche un neonato con la carnagione
scura, quindi va protetto, anche se appartiene ad un fototipo alto.
Dott.
Alberto Ferrando
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