La nostra Gaia, ora, è solo una stellina che brilla nel cielo.
Purtroppo…
Questo è l'sms che ho dovuto
mandare ad amici e parenti per annunciare quanto era successo.
èè il 10 agosto 2009: S. Lorenzo, il
giorno in cui si vedono le stelle cadenti, esprimendo desideri…
Il mio era quello di poter portare a
casa la mia piccola bambina, dopo aver affrontato nove mesi da
sogno, senza mai un dolore, senza mai un sintomo, senza niente che
potesse far presagire la tragedia che da li a poco si sarebbe
consumata dentro di me… Avevo fatto 3 settimane di tracciati
perfetti: battito regolare e senza sofferenza, senza mai nessuna
contrazione (fino al giorno 8, sabato). Il giorno prima, presa da un
attacco di ansia e paura (quasi fosse premonizione), mi faccio
visitare dal mio ginecologo, il quale mi rassicura dicendomi che la
bimba sta bene e che devo stare tranquilla perché è tutto a posto.
Vado a casa con la consapevolezza
che lunedì andrò in ospedale, mi stimoleranno e nel giorno delle
stelle nascerà la mia bambina. Passa il sabato in tranquillità,
vado a fare l’ultimo tracciato, la bimba è un leone e la mamma pure. La piccola si muove tutto il giorno, quasi a dare forza e
coraggio alla mamma ansiosa (la quale da quando ha scoperto di
essere incinta ha solo una unica grande paura: che possa succedere
qualcosa di brutto a sua figlia. Dicono sia il maledetto istinto
materno!). La notte fra sabato e domenica succede qualcosa: qualcosa
che non mi so spiegare, qualcosa che non mi dà pace da quando è
successa, la cosa che più temevo… Non ci penso, non ci credo, mi
rifiuto di ascoltare quello che una vocina dall’interno continua a
gridare… Trascorro la domenica in tranquillità (se cosi si può
definire), sempre sperando che il fatto che la mia bimba non si
muova sia dovuto dal fatto che stia dormendo…
Arriva la sera, cresce
l’ansia, la paura si fa sempre più intensa. Chiedo a mio marito di
provare a mettere l’orecchio sul mio pancione e di dirmi cosa
sente... “Sento l’acqua… Stai tranquilla, tanto domattina andiamo in
ospedale, presto. Ora dormi, vedrai che è solo un po’ di tensione...”. Mi addormento pregando che sorga
presto il sole, ma al tempo stesso che non sorga mai…, cosi da
potermi permettere di stare con la mia bambina per sempre.
La mattina mi sveglio prestissimo e
con l’angoscia nel cuore, la sensazione che ho è sempre più brutta…Arrivo in ospedale per fare il parto
stimolato, cosi come mi aveva detto il medico, e chiedo che mi sia
fatto un tracciato con urgenza perché non sento la bimba… Mi fanno la
base di ricovero, mi assegnano la stanza, il letto, compilano la scheda
con tutti i miei dati e poi…. arriva l’ostetrica… Mi attacca il
macchinario… e inizia il mio CALVARIO… Continua a spostare i sensori
su e giù, da sinistra a destra, senza nessun risultato…
Non sa dove
appoggiare il suo sguardo perché il mio conosce già la risposta… mi
chiede: “la senti muovere?” – le rispondo di no. Mi chiede: “da
quando?” – le dico: “Da ieri mattina, ma pensavo stesse dormendo…”.
Corre a chiamare il mio ginecologo, arrivano con il macchinario per
fare l’ecografia. Mi appoggiano la sonda sul ventre, mentre sul
monitor compare una linea continua e infinita, che dividerà per
sempre la vita di mia figlia dalla mia… Panico e terrore per il
medico, dolore e sgomento per il papà e per tutti i familiari… per
me… niente, NIENTE! In quei 10 minuti non è partita nessuna emozione
dal mio cuore, dal mio cervello, dal mio viso, dai miei occhi… Era
come se i nostri cuori avessero smesso di battere, insieme, per
condividere ancora per una volta la stessa situazione… IO E GAIA. Dopo l’angoscia, il dolore, la
disperazione prendono il sopravvento…
Decidono comunque di farmi partorire
naturalmente, stimolandomi… poiché il mio medico vorrebbe tenersi il
parto cesareo come scelta estrema, perché pensa che non sia giusto
oltre al danno anche la beffa. Così come tutta la gravidanza, anche
il parto è da sogno… Veloce, indolore (perché in analgesia) e pratico
(nonostante non ci sia nessun aiuto da parte della bimba).
Alle 22:36 ridò al cielo la sua
stella più bella!
In tutta la mia vita non credo di
aver mai visto una bambina cosi bella: 2,700 grammi di peso, 51 cm di
altezza, scura di carnagione (come il papà), bruna, con una voglia a
forma di cuoricino sulla tempia sinistra e una fossetta sulla guanciotta destra (come la mamma). Chiedo di farmela vedere, perché
non potrei mai rimanere per tutta la vita con il rimorso di aver
potuto vedere il capolavoro che io e mio marito avevamo fatto. In
sala parto, nel momento in cui l’appoggiano tra le mie braccia,
sento singhiozzare (della serie: anche i medici hanno un cuore!).
Avvolgo un caldo battutolo tenero
tenero, e in quel momento spero che il mondo si fermi, che la mia
vita si fermi, che la mia bimba si fermi… di modo che io le possa
passare tutto l’amore di cui sarei stata mai capace di darle.
Quando ripenso a quel momento, provo
tanta tenerezza e tanta dolcezza e mi chiedo come mai sia potuto
succedere… visto che non c’è mai stato nulla (ripeto, non un dolore,
non una patologia, non una malformazione, niente di niente di
niente. Tutto perfetto!)...
Ne sono state dette tante, ma solo
uno
è il responso medico: INFARTO PLACENTARE.
Stiamo indagando e approfondendo con
delle analisi specifiche e nel frattempo stiamo cercando di
rimettere a posto i cocci della nostra vita, cercando di dare un
fratellino o una sorellina alla nostra GAIA, di riprenderci da
questa brutta o bella (dipende dai punti di vista) esperienza che la
vita gentilmente c’ha regalato e di guardare avanti con la
consapevolezza che non sempre va come vuoi, perché ci sono cose che
l’uomo non può scegliere e decidere, ma alle quali deve
sottostare…punto e basta. Anche se fa molto molto, troppo male….
Non temere, piccolina, mamma e papà
non ti dimenticheranno mai e per loro sarai sempre la loro GAIA (in
tutti i sensi)..