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Nove mesi d'amore...
Le vostre storie, i vostri racconti
Per Pietro...
Ed eccoci qua, ci risiamo… Sono una donna fortunata,
mi è stata data la possibilità di provare per la seconda volta le
fortissime emozioni e le gioie della gravidanza e del parto e ora ne
ho due di creature meravigliose… Come ho fatto la prima volta provo
a condividere con chi legge le mie emozioni, anche se credo che solo
passandoci si possa capire veramente come cambia la vita in questi
frangenti.
Il mio pulcino Annalisa stava per compiere i suoi 2 anni a giorni e
stava guarendo dalla varicella (che io non ho avuto!). A me pareva
impossibile scamparla e non contagiarmi visto quanto siamo
affettuose e appiccicate io e mia figlia, ho sofferto e temuto che
si manifestasse ben oltre i 15 gg. di incubazione, soprattutto
perché con mio marito avevamo deciso che sarebbe stato bello non
lasciarla da sola quindi con tutta calma, senza alcuna ricerca… via
precauzioni, e aperto cantiere per regalarle un fratellino. A volte
ci vogliono mesi di tentativi e ora che sono ad alto rischio
contagio… tac, primo mese e primo ritardo… Test positivo, saremo in
4 se la varicella non mi viene. Contrarre una malattia infettiva i
primissimi mesi di gravidanza non è l’inizio più piacevole…
Qualche Santo mi ha protetto e non mi è venuto nulla, quindi adesso
il viaggio del mio nuovo piccolo amore continua con molta più
serenità. A 13 settimane con la translucenza mi dicono che si vede
cos’è… allora maschio. Allora Pietro, che è anche il meraviglioso
nome che aveva il mio papà adorato… e per fortuna anche a mio marito
piace.
Come la volta precedente nessun disturbo, niente nausea, altra
gravidanza meravigliosa con il solo inconveniente di poter dormire
molto meno un po’ per non trascurare la mia bimba, e un po’ per
sbrogliare i troppi pensieri… Riuscire a capire in che modo poter
gestire al meglio le gelosie future, come farle accogliere e
digerire la notizia… un inizio un po’ difficile con dei “mamma non
c’è posto” come risposta… con dei mega capricci per starmi addosso
comunque, anche se era agosto, la pancia era enorme e ingombrante e
lei pesava già 16 kg…
Periodo faticoso, fisicamente e non solo… molte paranoie che adesso
fortunatamente mi accorgo essere state infondate su come avrei
potuto gestire le differenze tra i due, stupidamente convinta che
non avrei saputo da che parte cominciare con un maschio… e per
fortuna il tempo passa…
Torniamo a noi, ecografia dopo ecografia Pietro si rivela il torello
delle previsioni, a 36 settimane mentre Annalisa pesava 3.100 kg,
lui stessa epoca ecografia 3.280 kg… da questo dato tutti, me
compresa, convinti che sarebbe nato in anticipo proprio per mancanza
di spazio. Io poi, più stanca che mai, speravo che mi regalasse
qualche gg di anticipo alla scadenza.
I giorni passano e anche se non legittimata rimango delusa da questo
mancato regalo di nascere almeno una settimana prima, sono sempre
più irritabile, più ingombrante, il caldo estivo non molla ancora,
come faranno mai a sopportarmi i miei cari non lo capisco...
Arriviamo a martedì 7 ottobre, è mattina e sono in negozio a
lavorare ANCORA… Sabato, scadeva la 39.ma settimana e oggi, che
tutto tace, chiamo in ospedale per prenotare il primo monitoraggio…
lo fissano per Giovedì 9, il mio termine è 10 ottobre… Mi preoccupo
per mia figlia come starà i giorni che andrò in ospedale, sarà
traumatico per lei… 1000 pensieri!
14.30 dello stesso pomeriggio, dopo aver recuperato Annalisa al
nido, non mi sento di mangiare, strano, gioco con lei ma c’è
qualcosa che mi distrae, mi fa male la pancia, in modo costante e
uniforme, da tutto il giorno ora che ci penso bene e non ci avevo
fatto caso, lo segnalo alla mia mamma, ma non mi preoccupo, tanto ci
sono già passata e le contrazioni me le ricordo bene, le
riconoscerei subito!
Passa un’ora e pare che il dolore cominci piano piano a diventare
intermittente… E vai! Un misto di gioia, impazienza e paura mi
assale, una sensazione stranissima persino da descrivere, non vedo
l’ora di conoscere Pietro, ma a differenza della prima volta che non
sapevo nulla, adesso ho Paura, tanta, forse ingiustificata, il
ricordo del momento meraviglioso della nascita della mia principessa
è prevaricato momentaneamente dal ricordo del dolore e c’è
l’incognita di questa volta???
Dico a mia mamma di andare tranquilla a ginnastica tanto sto benone
e ci vorrà ancora un sacco di tempo… Annalisa fa il suo riposino
pomeridiano, così finalmente posso distendermi anche io, provo per
gioco a contare queste che adesso riconosco come contrazioni anche
se blandissime e irregolari… anzi… sempre più regolari e vicine ma
decisamente poco forti.
17.30 rientra da ginnastica mia mamma e le faccio il quadro della
situazione, convinte che finalmente la cosa sia partita ma che sia
ben lontana… perdiamo ore a elaborare la logistica per la gestione
di Annalisina, mia madre è eccezionale inimitabile e io che sono una
folle perdo comunque tempo a spiegarle cosa e come deve fare con sua
nipote in mia assenza.
Vado in bagno e Evviva vedo con i miei occhi andarsene il tappo
mucoso, questo alieno che la precedente gravidanza ho così aspettato
e cercato senza avere l’onore di conoscere... è orribile da
raccontare ma riesco benissimo da sola a farmi un mini controllo
vaginale e conoscendo perfettamente il mio corpo con cui convivo da
35 anni, capisco che siamo a una dilatazione di qualche centimetro…
2 o 3 forse. Meraviglioso!
Menomale che ho lavato i capelli stamattina, controllo di essere
presentabile, trucco a posto, mi depilo, come riesco naturalmente
perchè vuoi l’ingombro, vuoi il dolore che aumenta piano piano…
decido che alle 18.30 è ora di avvisare mio marito. Lo chiamo, gli
racconto a grandi linee e gli chiedo se può chiudere un po’ prima il
negozio, così magari dopo cena andiamo io e lui a fare un
controllino in ginecologia che chissà magari mi tengono dentro…
preparo la cena per il mio amore piccolo e qualcosa per Fabio, penso
che sia meglio che mangi almeno lui, che se poi si ferma a farmi
compagnia almeno è a posto. Lo richiamo per sollecitarlo (come
sempre) perché forse non ha capito che ci siamo… arriva con molta
calma perché dice che la mia telefonata non avevo fatto trapelare
alcuna urgenza.
Sono le 20.00, si parte, lui ha mangiato e può resistere, io sono
troppo emozionata.. saluto mia mamma e Annalisa e non riesco a non
piangere, vorrei anche mia madre vicino come la prima volta, mia
figlia mi manca già da morire e sono solo in ascensore…
Siamo in ospedale, valigia in mano, vestita carina, truccata bene,
capelli fatti, sorridente… mi chiedono ” lei cosa vuole?” Io sono
pronta, ho contrazioni frequentissime, ho perso il tappo, sono un
po’ dilatata… mi tenete? Aspetti un momento, mi rispondono, adesso
la visitiamo.
Visita e monitoraggio e SIII!!!! Come sempre ho ragione io, mi
tengono, 4 cm e a breve conoscerò il mio amore piccolino. Sala
travaglio vuota, quasi non ci credo, la volta precedente c’era la
ressa e dovevi aspettare il turno anche per la sala parto. Una
ginecologa e un’ostetrica tutte per me, che meraviglia, carine poi
molto dolci, sono capitata in un momento buono… solite 1000
scartoffie da compilare, ma stavolta ci pensa Fabio… Io devo
naturalmente mettere i puntini alle sue risposte altrimenti non mi
riconosco. Stavolta non ho voluto avvisare nessuno, la volta
precedente avevo i miei cari che mi aspettavano fuori e ne ero
felice, ma mi imbarazzava anche un po’ questa cosa, forse stavolta
volevo essere libera di tirare un urlo senza farlo sentire, chissà…
La mia amica Elisa però la dovevo avvisare almeno che andavo in
ospedale e lei dopo un’oretta era lì, con me e Fabio. Fabio
bravissimo e calmissimo questa volta, mi raccontava barzellette e io
non riuscivo a ridere (perché non le sa raccontare) e le contrazioni
erano troppo vicine. Come la volta precedente dopo avermi rotto le
acque le cose si velocizzano e il dolore aumenta, provo timidamente
a chiedere l’anestesia epidurale e come la volta precedente picche,
ormai è tardi, sei così avanti che tra mezz’ora lo hai in braccio,
mi rispondono.. Uffa, io la chiedo quando mi pare, non farcela più…
morale la mia dolcissima ostetrica mi dice andiamo…
Dove? Già?... panico totale, per fortuna siamo solo noi, clima
meraviglioso, si scherza molto serenamente. Sala parto migliore
della volta precedente, io forse più consapevole, mio marito più
presente e dolce, clima sereno e personale competente a mia sola
disposizione… travaglio velocissimo e cortissimo… il tutto
contribuisce a regalarmi stavolta quella lucidità che mi permette di
ascoltare e collaborare molto meglio con spinte mirate senza
dispendio di energie inutili, sembrano ore di fatica (solo poi mi
renderò conto dell’effettivo tempo che è passato), chiedo scherzando
se è possibile darmi una botta in testa e continuare da soli, e mi
rispondono: dai, l’ultima ed è finita. È vero, sento perfettamente
tutto quello che accade e mi godo ogni attimo, sento tagliare ma non
importa, non serve la ventosa stavolta e… ecco il mio maschione che
esce… fantastico, mi emoziono anche a scriverlo…
Lui piange già, fa sentire subito il suo vocione… che ore sono? Chi
ha vinto la scommessa? Chiedo… avevamo scommesso la data di nascita
7 ottobre o 8..
Sono le 22.22.. come solo le 22? Credevo di essere andata ben oltre
la mezzanotte e invece tutto già fatto! 2 semplici meravigliose
importantissime ore travaglio compreso per far venire al mondo un
amore di 4.180 kg (come da previsioni).
Guardo il mio capolavoro che non è in quel momento proprio una
meraviglia estetica, è bluastro e gonfio e lo faccio presente, così
passo anche da mamma snaturata, ma signora è bellissimo mi dicono…
Ma certo, razza di idioti che sarà meraviglioso, e lo adorerò, è
mio, come potrebbe essere altrimenti, però ora non è ancora nel suo
massimo splendore, ok??!! Questo intendo…
La mia amica Eli si era intrufolata dentro con noi, tanto non c’è
nessuno, menomale, è lei che mi tiene la mano e mi fa compagnia
mentre mi danno i punti e Fabio segue la pulce al nido. Ecco, sono
sopravissuta di nuovo e a parte un terribile freddo che non mi fa
smettere di tremare, sto benissimo.
Adesso piango, mi scuso con le ragazze che mi hanno seguito perché
credo di averle veramente stressate, nonostante il dolore fortissimo
(chi mi dice che si dimentica è un folle) non sono stata zitta un
istante.
Fabio mi dice che ha avvisato la mia mamma e sta già arrivando, ha
chiesto all’altra nonna di sostituirla perchè lei doveva conoscere
subito il suo nipotino.
Sono le 23.30 circa sono già nella mia camera felice, emozionata,
adesso mentre consumo schede telefoniche per avvisare tutti, ho
tempo e calma per rivivere mentalmente questo miracolo adesso che il
ricordo è freschissimo.
Pietro è sotto le lampade perché era un po’ in ipotermia (ho detto
io che mi sembrava blu), trascorro la notte a ripensare all’accaduto
e ringrazio di cuore per tutto quello che è stato, Fabio, mamma,
Elisa, le circostanze... è andato tutto a meraviglia.
Il mio ricovero dura 5 gg perchè come Annalisa anche Pietro ha
l’ittero, quindi 2 giorni di cicli di lampade, il mio tesorino è il
più grande del reparto e ogni giorno diventa più bello, è come un
bambolotto, tondo e senza capelli… Ci sono delle sensazioni nella
vita, dei ricordi degli odori che non si possono dimenticare che
sarebbe bello condividere, e anche se ognuno li vive a modo suo e
coglie delle sfumature diverse, non si può uscire da queste
esperienze emozionanti senza cambiare e credo che scrivendole come
meglio si riesce si possa un pochino condividerle.
Sono grata per quello che ho, mio padre non ha conosciuto i miei
bambini ma sono certa che era con me, non so se sarebbe fiero della
donna che sono diventata, ma come fortunatamente non mi sono mai
scordata di dirgli, sarebbe stato fiero di essere amato in modo così
incondizionatamente forte. Amerò i miei tesori cercherò di fare del
mio meglio con e per loro, ma la mia gratifica più grande sarà
quella di sentirmi dire un giorno che mi amano come io ho amato i
miei genitori, questo mi renderà una persona completa e
ulteriormente realizzata.
Annalisa adesso ha 3 anni e Pietro 5 mesi, si somigliano tantissimo,
sono buoni e le gelosie che temevo per il momento sono sotto
controllo.
Un mega grazie al mio Fabietto che mi ha permesso questo e ha
realizzato con me questi 2 miracoli, grazie alla mia mamma che mi
aiuta sempre, grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere così
tante righe e grazie a tutte quelle persone che in qualche modo mi
fanno sentire il loro affetto, per me, per la mia famiglia, sono
loro che nutrono così la mia autostima e mi regalano quella serenità
che ora ho.
Claudia
25/06/2009
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